Piove, governo ladro!

Dicembre 2, 2008 by ciclicamente

Come pensavate che il presente regim… pardon governo avrebbe preso soldi dalle nostre tasche? Sulle questioni ambientali, ovviamente!
Ebbene, devo informarmi meglio, ma a quanto pare la grande idea di risparmio di questa legislatura consiste nel non rimborsare i soldi già pagati e quindi dovuti relativamente al “55%”. Risultato? Hai pagato… bene, fatti tuoi. Vorresti fare un intervento in casa tua che porti ad minori consumi e quindi a benefici per tutti? pensaci bene, perché lo stato potrebbe (perché nulla è sicuro, la questione diventa discrezionale) non metterci la sua parte.
Ovverosia: ora il rimborso (via detrazione fiscale) del 55%, per interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, non è piú automatico: bisogna fare domanda, e questa deve essere accettata, esplicitamente. Sí, se in quei giorni l’ufficio è in sciopero o ha altro da fare… a pagare sarete voi.
Questa volta è proprio cosí, letterale: il governo vi ruba i soldi e l’effetto sarà un peggioramento del clima. Potremo dire a ragion veduta: Piove, governo ladro!

Ottobre 14, 2008 by ciclicamente

Vorrei ricordare una frase di Primo Levi

Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.

(dal Corriere della sera, 8 maggio 1974).

Siate gentili, consigliatemi qualche altro link da aggiungere sulle parole chiave di questa citazione…

Altro che riciclo, riuso!

Ottobre 18, 2008 by ciclicamente

Sono tornato da pochi mesi ad abitare a Torino e… dopo una breve ambientazione, ho cominciato a cercare soluzioni per diminuire l’impatto ambientale pur vivendo in una grande città.

Visto che negli ultimi mesi il problema rifiuti è stato sotto i riflettori dei media (salvo poi scomparire, appena si è potuto fingere che tutto fosse risolto), sarà necessario mettere il massimo impegno per ridurli.

Certo c’è la raccolta differenziata, ottima iniziativa (anche se qui a Torino qualche perplessità ancora me la lascia), ma non basta. Il modo migliore per risparmiare risorse non è il riciclo dei materiali, ma il riuso diretto degli oggetti! Energeticamente costa molto meno.

Visto che molto passa per la spesa di tutti i giorni… dovremo cercare tutti i giorni di non comprare oggetti che butteremo. In particolare comincia ad essere possibile riciclare bottiglie e flaconi: bottiglie del latte, comprando latte crudo sfuso; flaconi dei detersivi, coi detergenti alla spina; e forse molto altro.

Ripeto, sono a Torino da poco, non pretendo di dare grandi risposte, ma vorrei lanciare un appello a contribuire: facciamo una mappa dei distributori alla spina.

Marco

Torino a misura di bici?

Ottobre 20, 2008 by ciclicamente

Che il comune di Torino sia abbastanza attento alle esigenze del ciclista è chiaro, sia per il buon numero di piste ciclabili, sia per le informazioni che fornisce sul web. In particolare ho apprezzato moltissimo l’estratto del Codice della Strada di interesse per i ciclisti.

Non stupisce quindi che tra i servizi del comune sia stata creata una mappa. Questa volta non ho iniziato io la mappa, ho solo cominciato a contribuirci…

La mappa si prefigge di mostrare le astuzie o i problemi che i ciclisti torinesi incontrano girando in città… comincerò ovviamente dai pochi percorsi che conosco…

Ma nuovamente tutti i cittadini sono invitati a partecipare, aggiungendo quello che vedono: la mappa è reperibile e modificabile sul sito del Comune di Torino.

Marco

Dalla Bonhoeffer alla Amoretti

Ottobre 24, 2008 by ciclicamente

Ho deciso di “recensire” alcuni percorsi ciclabili che mi capiterà di fare… pensavo di iniziare con delle piste ciclabili “ufficiali”, ma poi mi son reso conto che raramente ne seguo una dall’inizio alla fine, quindi rimanderò l’intento a un indistinto (ma spero non distante) futuro.

In ogni caso segnerò il percorso anche sul servizio MappaTo, nel web 2.0 del Comune di Torino.

Ho quindi deciso di cominciare con un percorso che da una biblioteca va ad un’altra: dalla Dietrich Bonhoeffer alla Amoretti.

Una parte del percorso potrebbe esser fatta su pista ciclabile, non tutta, ma anche quella parte è forse sconsigliabile, vediamolo tratto per tratto:

Da corso Corsica, conviene girare presto su via Olivero, evitando il traffico di Corso Giambone. Fatto un pezzettino del controviale di corso Unione, ci si può infilare nella pista ciclabile di Corso Cosenza (o sul controviale, che è più comodo).

Corso Cosenza potrebbe essere anche percorso interamente, visto che, in teoria, ha ovunque la pista ciclabile… ma attraversando corso Agnelli vi perdereste a cercarla, invano… Non c’è più neppure il controviale! Vi trovereste nel traffico rischiando pure di essere nel torto: tanto vale girare su corso Agnelli e seguire quella pista.

Il fondo stradale della pista di Corso Agnelli, non è il massimo, anche qui eventualmente potreste stare sul controviale… ora avete due possibilità: proseguire dritti fino alla pista di via Filadelfia… oppure scorciare nelle vie più piccole. Io consiglio questa seconda opzione.

Seguendo via Buenos Aires avrete vita abbastanza comoda, fin quasi a Piazza Pitagora. Se subito prima vi infilate tra una casa e l’altra, potrete raggiungere via Pordenone, percorrerla tutta e sbucare da via Boston giusto all’angolo del parco Rignon.

Se intravedete miglioramenti, sarò felice di sentirli!

Marco Bodrato

Dalla Amoretti a Cascina Roccafranca

Ottobre 26, 2008 by ciclicamente

Un nuovo percorso da segnare sul servizio MappaTo, nel web 2.0 del Comune di Torino.

Questo mi è servito ieri, per andare al Linux Day di Torino, che si teneva ieri alla Cascina Roccafranca. Segnalo questo percorso soprattutto perché né il servizio di mappe di Google (cui si può chiedere il percorso da fare a piedi) né quello della Michelin (che addirittura prevede il percorso in bici) tengono conto della presenza del parco, con tanto di pista ciclabile, che permette di tagliare non poco. Faccio partire il percorso dalla Biblioteca di Villa Amoretti, per collegarlo all’ultimo percorso segnalato.

Ho provato un paio di volte e suggerirei il seguente percorso:

  • uscita su via Piscina e proseguimento verso Ovest
  • 15 metri di marciapiede per poter andare contro mano in lungo corso Siracusa
  • attraversamento del corso seguendo pochi metri di via Boston ed attraversare il giardino Natale Re arrivando a via Tempio Pausania
  • proseguimento fino a corso Salvemini, giusto il tratto per arrivare al parco e alla pista ciclabile
  • seguendo un pezzo di pista e poi tagliando nel parco, si è subito arrivati

Il percorso è sostanzialmente fattibile per entrambe le direzioni, non è sempre così… gradirò vostri commenti in proposito.

Marco

Latte crudo alla spina in Cascina Giajone

Febbraio 28, 2009 by ciclicamente

Sono molto felice di vedere che, dopo alcune traversie, sta per essere inaugurato il distributore di latte crudo alla Cascina Giajone.
Sull’onda del mio precedente post, anche qui ribadisco, altro che riciclo, riuso! Finché non si romperà, potrete riusare la stessa bottiglia, per lavarla (soprattutto se usate una bottiglia in vetro) basta un poco di acqua e aceto, poi bisogna sciacquarla per bene e siete a posto.
Per i dettagli sul latte, rimando al blog del vicepresidente della Circoscrizone 2.

L’inaugurazione è OGGI! alle 10.30 alla Cascina Giajone, in Via Guido Reni, 102. A Torino. Ci vedremo lí?

Ho anche aggiunto il punto sulla mappa dei dei distributori “alla spina”.

Marco Bodrato

Vilipendio

Febbraio 25, 2009 by ciclicamente

Oggi sono andato a prendere quattro biglietti, per lo spettacolo della Guzzanti al Teatro Superga di Nichelino
il 15 marzo, non vedo l’ora!

Ovviamente sono andato in bicicletta fino al teatro, scoprendo piacevolmente che anche a Nichelino ci sono buone piste…

Furto ad Alta Velocità

Gennaio 23, 2009 by ciclicamente

Ieri nuovamente ho dovuto affrontare il viaggio Roma-Torino. La solita schioppettata di soldi per prendere un treno che fa la strada più lunga: passa da Milano.
Questa volta però ho perso il treno, perché un tentato suicidio sotto la metropolitana ha bloccato le linee. Diciamo che per un incidente del genere, Trenitalia avrebbe detto di non aver colpa e non avrebbe concesso bonus, ma questa è un’altra storia.
Arrivato in stazione alle 15:25 (il mio treno era partito alle 15:00) ho chiesto informazioni sul da farsi e mi è stato proposto quanto segue:
“Prenda il treno per Milano, alle 16:15, dovrà solo pagare 8€ di cambio prenotazione.”
Ritenendo la proposta più che accettabile, ho aspettato che il treno venisse preparato, quindi sono andato dal capotreno spiegandogli la situazione… e questo mi ha risposto che no, non poteva farmi salire perché non avevo un biglietto per quel treno e che sarebbe stato costretto a rifarmi pagare interamente il biglietto, più la penale (quindi 70+50€).
Son dovuto tornare alla saletta Eurostar per informarmi nuovamente, e tra una chiamata, un dubbio e un palleggiamento, ho perso anche questo treno.
Alla fine si è scoperto che le informazioni che mi avevano dato erano giuste e ad aver torto era il capotreno. Fatto sta che io ero ancora a Roma.
Se avessi preso il treno delle 16:15, sarei arrivato a Torino alle 22, così sono arrivato alle 23.

Le responsabilità? Sicuramente il capotreno mi ha dato una informazione sbagliata, ma l’azienda l’ha messo in condizione di sapere come comportarsi, oppure no?
Sulle ricevute stampate col “ticketless” non è scritta la via, quindi il capotreno del Roma-Milano, vedendo un biglietto Roma-Torino può benissimo aver pensato che non fosse solo un problema di cambio treno, ma che ci fosse di mezzo un cambio tratta. Quel capotreno è tenuto a sapere i percorsi di tutti gli altri treni, e quindi a sapere che per fare Roma-Torino l’azienda mi costringe all’insensato passaggio per Milano?

Volendo però aggiungere una nota positiva, finalmente le bici smontate e infilate nell’apposita sacca porta-bici sono equiparate a qualunque altro bagaglio, se non sono d’impaccio per gli altri viaggiatori, potete portarvi la bici dietro senza sovrapprezzi né altre limitazioni. Anche sugli Eurostar.

Piste innevate

Gennaio 13, 2009 by ciclicamente

D’inverno le piste sono innevate, non solo quelle da sci, ma anche quelle ciclabili, se nevica e nessuno le spazza…
Finché la neve e fresca e morbida, passare nella neve è anche divertente! Le ruote tagliano il morbido manto, basta non prendere troppa velocità, visto che i freni, bagnati, funzionano peggio e in curva si slitta un poco.
Ma quando la neve è ghiacciata, andare in bicicletta diventa davvero un’impresa, che fare?
Viene naturale comportarsi come gli altri veicoli, usare i pezzi di strada ripuliti dagli spazzaneve e dal traffico che è passato prima di noi. Possiamo?
Purtroppo il codice della strada (cercherò l’articolo preciso) prevede che in presenza di una pista ciclabile le biciclette devono procedere sulla pista e non sul resto della carreggiata.
Questa limitazione mi è sempre sembrata un’idiozia. Capisco che ci siano corsie sulle quali è vietato procedere in bicicletta, chessò, le autostrade, alcuni svincoli o sottopassaggi trafficati e pericolosi, ma che in una città come Torino io sia obbligato a non viaggiare su un tranquillo controviale solo perché (magari “in senso opposto”) esiste una pista ciclabile, mi sembra una follia.
E se la pista è interrotta o occupata? Se è in manutenzione? Immagino che si debba derogare, e qui qualunque vigile o giudice ci darebbe ragione… e se invece è piena di neve? o comunque poco o del tutto impraticabile? o progettata talmente male da essere di fatto inutilizzabile? Insomma, se è in uno stato tale che dovrebbe essere bloccata per ristrutturazione, ma non lo è?
La neve, insomma, rende ancor più evidente l’assurdità di questa norma. Le piste dovrebbero essere una possibilità per il ciclista, non un obbligo!

Alta Velocità di ricatto

Dicembre 20, 2008 by ciclicamente

Devo spesso, per lavoro, viaggiare da Torino a Roma e viceversa. Il mio mezzo preferito è il treno.
Dieci anni abbondanti fa, la linea tirrenica era una linea importante, oltre a collegare Roma, Pisa, La Spezia, Genova, Alessandria e Torino, aveva come naturale continuazione la Francia; vi passavano quindi i (comodi) treni Roma-Parigi.
Pian piano la linea ha perso di importanza ed è stata depotenziata. Dei treni a lunghissima percorrenza, direte voi, invece no, anche di tutti gli altri.
Dieci anni or sono, c’erano moltissimi treni sulla tratta Torino-Pisa, Diretti, senza supplemento, ogni due ore che effettuavano il collegamento in quattro ore (e spiccioli). Inframezzati da InterCity che impiegavano tre ore e mezza.
Poi sono stati tolti, per inserire gli InterRegionali, che compivano la stessa impresa in 4 ore e mezza, abbondanti.
Infine sono stati sostituiti da dei regionali, che fermando anche nelle stazioni più piccole, impiegano ben sei ore a compiere il tragitto.
La situazione di partenza era quindi: o viaggi senza supplemento e impieghi 4 ore, o paghi un po’ di più e guadagni mezz’ora… e se per caso quella mezz’ora viene sprecata in ritardi, ti restituiamo (come bonus) il supplemento. Onestissimo, direi.
Ora anche gli Intercity hanno aumentato le loro fermate, così da impiegare quasi quattro ore, e praticamente nessuno può più permettersi di fare tutto il viaggio senza pagare il supplemento…

La stessa strategia di finanziamento dei treni veloci viene oggi attuata per i famosi Freccia Rossa. Perché fino a qualche mese fa, c’erano treni che per meno di 60€ vi permettevano di far la tratta Roma-Torino in 6 ore. Come? Eurostar, via Firenze-Bologna, per poi tagliare via Piacenza-Alessandria. Uno all’una e mezza, uno alle tre e l’ultimo alle cinque e mezzo del pomeriggio.
Con l’ultimo orario, assieme all’introduzione dei Freccia Rossa, questi treni son stati soppressi. O seguire nuovamente la tirrenica impiegando oltre sette ore, oppure avete UN Freccia Rossa, alle 15:00, che è molto più veloce, ma passa da Milano, quindi ci mette pochi minuti in meno di prima… al prezzo di oltre 70€
Dopo? Basta, nessun’altra alternativa, se non cambiando…

L’alta velocità non vi serve? (5% di tempo in meno per 20% di prezzo in più…) Non importa, dovete finanziarla comunque, altrimenti le infrastrutture chi le paga?

Da parco Ruffini alla Pellerina

Novembre 15, 2008 by ciclicamente

Provo a mettere qualche percorso su Critical Map

La pista non è malaccio, per chi, in una gita domenicale, voglia andare da un parco all’altro. Ma sembra spesso che chi progetta queste piste non abbia mai usato la bici per spostarsi veramente in città… dopo un paio di incroci in cui si devono aspettare tre semafori, il ciclista che va al lavoro abbandonerà la pista ciclabile e si infilerà tra le macchine…

Bartezzaghi ci ha stupito di nuovo

Novembre 5, 2008 by ciclicamente

Ci ho messo parecchio tempo a risolvere il cruciverba di Bartezzaghi sulle elezioni statunitensi. E mi sono stupito a vedere che alla definizione 26 orizzontale mi veniva “McCainPresidente”…

Poi ho capito! Scegliendo Burano invece di Murano, aromatico al posto di cromatico, scrivendo inaridirsi per inacidirsi, giocosità piuttosto che gioiosità, ed Irak dove avevo messo Iran… ecco la soluzione del più che ieromante enigmista!

Libera Bici, un servizio da guardare con attenzione

Novembre 4, 2008 by ciclicamente

Eccomi, sono pronto, ho deciso di provare il servizio di biciclette pubbliche organizzato dalla circoscrizione 2.

Per prima cosa sono andato alla Cascina Giajone e mi sono procurato le chiavi. Per ottenerle, bisogna leggere il regolamento del servizio, pagare i 5€ di cauzione e compilare, con tanto di firma, un breve modulo. Fino a qui tutto bene, unica perplessità il divieto assoluto di fare uscire la bici dal comune di Torino. Questo vuol dire che usandola per andare al complesso scolastico del Barrocchio o al centro commerciale Le Gru, devo fare gli ultimi metri a piedi oppure violare il regolamento.

Prendere la bici è molto semplice, basta infilare e girare la chiave, quindi prendere la bici. La chiave resterà nella rastrelliera e la recupereremo quando rimetteremo la bici al suo posto (esattamente dove l’abbiamo presa).

La bicicletta è una bici “da donna”, per essere utilizzabile da tutti, anche da chi, pur senza portare la gonna, non vuole dover scavalcare la canna per salire e scendere. Le gomme sono anti-foratura, ovvero gomme piene, che rendono la bici pochissimo ammortizzata e un po’ pesante, ma in questo modo non sarà necessaria molta manutenzione e potremo sperare di trovar le bici sempre in ordine.

Però ci sono alcune mancanze. Il regolamento dice, giustamente, che per ogni violazione del codice stradale durante l’uso della bicicletta, la responsabilità è del conducente. Il punto è che il codice prevede la presenza sulla bici di catarifrangenti laterali, che sulla bicicletta che ho preso io non erano presenti. Devo portarmi i catarifrangenti da casa, così come mi porto il casco (che non è prescritto, ma è sempre bene usare)? Inoltre uno dei due catarifrangenti posteriori è orientato verso l’alto ed è i una posizione tale che il parafanghi (per chi guardi da dietro) lo copre; a norma di legge c’è, ma all’atto pratico è inutile. In compenso c’è la dinamo, ed almeno per ora funziona ed anche bene.

Il sellino è regolabile, ma si può muovere solo di pochi centimetri, col risultato che per me (1,70 di statura, non certo un gigante) rimane irrimediabilmente troppo basso. La bicicletta non ha marce (quindi semplicità, manutenzione minima e buona affidabilità),
il rapporto unico disponibile è decisamente corto… per me troppo. Appena verrà la primavera farò provare la bici a mia madre e vi saprò dire, ma l’impressione è che la qualità delle bici sia troppo bassa.

In conclusione, visto che ogni bicicletta è gestita separatamente (con la propria rastrelliera), si poteva pensare di avere due o tre tipi di bici diverse, alcune più basse per i ragazzi o gli anziani che fanno un breve giro, alcune più alte e con un (singolo) rapporto un po’ più lungo per gli adulti che magari devono fare una commissione.

Così com’è il servizio avrà possibilità di utilizzo piuttosto limitate, prima di chiedere la chiave vi consiglio di chiedere a qualcuno che già ce l’ha di prestarvela per un giro di prova, così da capire se la tipologia di biciclette a disposizione può andare bene per voi.

Il rischio che qualcuno provi una di queste bici (di qualità troppo bassa) per girare in città e arrivi alla conclusione che la bici non è il mezzo adatto per muoversi sulle nostre strade, è alto. Il rischio quindi che, invece di incentivare, questa iniziativa disincentivi l’uso della bicicletta, andrebbe secondo me valutato.

Marco Bodrato

Biciclette in “Zona 30″

Ottobre 27, 2008 by ciclicamente

Si sta costruendo una “zona 30″, ovvero una sezione di strade cittadine dove il limite di velocità è di 30 Km/h… La domanda è, in queste zone la bicicletta sarà valorizzata o penalizzata?

Intanto vediamo un primo punto in fase di realizzazione:

A sinistra immagine dall'alto di come era l'incrocio, a destra immagine attuale

A sinistra vecchia immagine dall'alto, a destra la situazione attuale

Nella foto satellitare si vede come prima dei lavori per la “Zona 30″ il percorso per le biciclette fosse lineare; nella situazione attuale il percorso non solo è allungato, ma soprattutto si confonde con quello dei pedoni. Che all’incrocio anche le biciclette debbano rallentare è giusto, ma se invece della pista ciclabile si stesse sulla carreggiata, si rallenterebbe meno. Quindi in zona 30 conviene andare in macchina o in moto piuttosto che in bici?