ottobre 14, 2008

Vorrei ricordare una frase di Primo Levi

Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.

(dal Corriere della sera, 8 maggio 1974).

Siate gentili, consigliatemi qualche altro link da aggiungere sulle parole chiave di questa citazione…

Altro che riciclo, riuso!

ottobre 18, 2008

Sono tornato da pochi mesi ad abitare a Torino e… dopo una breve ambientazione, ho cominciato a cercare soluzioni per diminuire l’impatto ambientale pur vivendo in una grande città.

Visto che negli ultimi mesi il problema rifiuti è stato sotto i riflettori dei media (salvo poi scomparire, appena si è potuto fingere che tutto fosse risolto), sarà necessario mettere il massimo impegno per ridurli.

Certo c’è la raccolta differenziata, ottima iniziativa (anche se qui a Torino qualche perplessità ancora me la lascia), ma non basta. Il modo migliore per risparmiare risorse non è il riciclo dei materiali, ma il riuso diretto degli oggetti! Energeticamente costa molto meno.

Visto che molto passa per la spesa di tutti i giorni… dovremo cercare tutti i giorni di non comprare oggetti che butteremo. In particolare comincia ad essere possibile riciclare bottiglie e flaconi: bottiglie del latte, comprando latte crudo sfuso; flaconi dei detersivi, coi detergenti alla spina; e forse molto altro.

Ripeto, sono a Torino da poco, non pretendo di dare grandi risposte, ma vorrei lanciare un appello a contribuire: facciamo una mappa dei distributori alla spina.

Marco

Torino a misura di bici?

ottobre 20, 2008

Che il comune di Torino sia abbastanza attento alle esigenze del ciclista è chiaro, sia per il buon numero di piste ciclabili, sia per le informazioni che fornisce sul web. In particolare ho apprezzato moltissimo l’estratto del Codice della Strada di interesse per i ciclisti.

Non stupisce quindi che tra i servizi del comune sia stata creata una mappa. Questa volta non ho iniziato io la mappa, ho solo cominciato a contribuirci…

La mappa si prefigge di mostrare le astuzie o i problemi che i ciclisti torinesi incontrano girando in città… comincerò ovviamente dai pochi percorsi che conosco…

Ma nuovamente tutti i cittadini sono invitati a partecipare, aggiungendo quello che vedono: la mappa è reperibile e modificabile sul sito del Comune di Torino.

Marco

Dalla Bonhoeffer alla Amoretti

ottobre 24, 2008

Ho deciso di “recensire” alcuni percorsi ciclabili che mi capiterà di fare… pensavo di iniziare con delle piste ciclabili “ufficiali”, ma poi mi son reso conto che raramente ne seguo una dall’inizio alla fine, quindi rimanderò l’intento a un indistinto (ma spero non distante) futuro.

In ogni caso segnerò il percorso anche sul servizio MappaTo, nel web 2.0 del Comune di Torino.

Ho quindi deciso di cominciare con un percorso che da una biblioteca va ad un’altra: dalla Dietrich Bonhoeffer alla Amoretti.

Una parte del percorso potrebbe esser fatta su pista ciclabile, non tutta, ma anche quella parte è forse sconsigliabile, vediamolo tratto per tratto:

Da corso Corsica, conviene girare presto su via Olivero, evitando il traffico di Corso Giambone. Fatto un pezzettino del controviale di corso Unione, ci si può infilare nella pista ciclabile di Corso Cosenza (o sul controviale, che è più comodo).

Corso Cosenza potrebbe essere anche percorso interamente, visto che, in teoria, ha ovunque la pista ciclabile… ma attraversando corso Agnelli vi perdereste a cercarla, invano… Non c’è più neppure il controviale! Vi trovereste nel traffico rischiando pure di essere nel torto: tanto vale girare su corso Agnelli e seguire quella pista.

Il fondo stradale della pista di Corso Agnelli, non è il massimo, anche qui eventualmente potreste stare sul controviale… ora avete due possibilità: proseguire dritti fino alla pista di via Filadelfia… oppure scorciare nelle vie più piccole. Io consiglio questa seconda opzione.

Seguendo via Buenos Aires avrete vita abbastanza comoda, fin quasi a Piazza Pitagora. Se subito prima vi infilate tra una casa e l’altra, potrete raggiungere via Pordenone, percorrerla tutta e sbucare da via Boston giusto all’angolo del parco Rignon.

Se intravedete miglioramenti, sarò felice di sentirli!

Marco Bodrato

Dalla Amoretti a Cascina Roccafranca

ottobre 26, 2008

Un nuovo percorso da segnare sul servizio MappaTo, nel web 2.0 del Comune di Torino.

Questo mi è servito ieri, per andare al Linux Day di Torino, che si teneva ieri alla Cascina Roccafranca. Segnalo questo percorso soprattutto perché né il servizio di mappe di Google (cui si può chiedere il percorso da fare a piedi) né quello della Michelin (che addirittura prevede il percorso in bici) tengono conto della presenza del parco, con tanto di pista ciclabile, che permette di tagliare non poco. Faccio partire il percorso dalla Biblioteca di Villa Amoretti, per collegarlo all’ultimo percorso segnalato.

Ho provato un paio di volte e suggerirei il seguente percorso:

  • uscita su via Piscina e proseguimento verso Ovest
  • 15 metri di marciapiede per poter andare contro mano in lungo corso Siracusa
  • attraversamento del corso seguendo pochi metri di via Boston ed attraversare il giardino Natale Re arrivando a via Tempio Pausania
  • proseguimento fino a corso Salvemini, giusto il tratto per arrivare al parco e alla pista ciclabile
  • seguendo un pezzo di pista e poi tagliando nel parco, si è subito arrivati

Il percorso è sostanzialmente fattibile per entrambe le direzioni, non è sempre così… gradirò vostri commenti in proposito.

Marco

Piove, governo ladro!

dicembre 2, 2008

Come pensavate che il presente regim… pardon governo avrebbe preso soldi dalle nostre tasche? Sulle questioni ambientali, ovviamente!
Ebbene, devo informarmi meglio, ma a quanto pare la grande idea di risparmio di questa legislatura consiste nel non rimborsare i soldi già pagati e quindi dovuti relativamente al “55%”. Risultato? Hai pagato… bene, fatti tuoi. Vorresti fare un intervento in casa tua che porti ad minori consumi e quindi a benefici per tutti? pensaci bene, perché lo stato potrebbe (perché nulla è sicuro, la questione diventa discrezionale) non metterci la sua parte.
Ovverosia: ora il rimborso (via detrazione fiscale) del 55%, per interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, non è piú automatico: bisogna fare domanda, e questa deve essere accettata, esplicitamente. Sí, se in quei giorni l’ufficio è in sciopero o ha altro da fare… a pagare sarete voi.
Questa volta è proprio cosí, letterale: il governo vi ruba i soldi e l’effetto sarà un peggioramento del clima. Potremo dire a ragion veduta: Piove, governo ladro!

Bibliotheque Pascal

agosto 30, 2011

Ho visto questo film Ungherese, di Szabolcs Hajdu,  quando è stato presentato al Torino Film Festival. Ancora oggi mi domando perché non lo abbia vinto, quel festival. Devo ancora vedere il film vincitore, ma dubito che capirò il verdetto in ogni caso.

Sia come sia, mi piacerebbe rivedere questo film, che in Italia, penso, non uscirà mai.

Ho letto due recensioni di blogger in rete: quella di Tingis e quella di Carla, entrambe evidenziano la contrapposizione tra una realtà di sogno, quella che noi vediamo per tutta la durata del film dove la narratrice “si rifugia per potere accettare la propria vita” (secondo la prima recensione) e la realtà vera “più cruda, più nuda, più triste” (per la seconda).

Il pretesto del film è il colloquio tra una madre (Mona) e un rappresentante del tribunale minorile, cui lei deve raccontare gli ultimi anni della propria vita, per riavere la figlia.

Così Mona racconterà all’ufficiale e a noi la sua storia, dall’innamoramento per un piccolo criminale braccato dalla polizia, passando per l’inganno del padre che finirà per venderla al cinico mercato dello sfruttamento sessuale dopo averla persuasa a lasciare la figlia.

Questa madre è una professionista della narrazione, anche se ci sarà più facile credere che si guadagnasse da vivere vendendo semi di zucca in stazione. Come chi sa raccontare, anche Mona sa che ogni spettatore ha la sua storia. Così, dopo averci raccontato la sua terribile versione dei fatti, la ritratterà, raccontando una storia che sia credibile e rassicurante per un’aula di tribunale e per più di uno spettatore.

Ma siamo sicuri che la storia rassicurante sia quella vera? Quella dove non succede che la polizia si accanisca su un piccolo criminale, dove  non c’è una Bibliotheque Pascal gestita da un “falso artista” che cinicamente vende quello sfruttamento che il mercato della “crème della società” richiede? Quella dove non esiste la tratta delle schiave e non succede che una fanfara onirica sia l’unica possibile via di fuga per una di loro, mentre per artisti e dignitari facoltosi, per materializzarsi nella favola preferita, può bastare pagare un prezzo? Io no.

La recensione di EraserHead è quella in cui mi ritrovo di più, perché riconosce nel sogno una forza reale. Dal film ho colto l’invito a non compiacersi nel cinico realismo di chi si vende “allo spirito del tempo”, ma mirare ogni giorno a materializzare i propri sogni, perché questo e l’unico mezzo per smascherare e smantellare le Bibliotheque Pascal e le altre assurde aberrazioni che ci circondano.

Tsunami nel giardino dei ciliegi

luglio 4, 2011

Passano per i sensi piú sensazioni di quante la mente ne possa afferrare e tradurre in pensiero. Passano senza venire alla luce, ma lasciano in noi un segno e contribuiscono a farci ciò che saremo. Nascono nella mente piú pensieri di quanti i sensi siano in grado di cogliere e qui, nascosti e attivi, restano per sempre.

Forse per questo ci è precluso il faccia a faccia con Dio, essendoci preclusi [...] Leggi tutto

Quisquilie

luglio 2, 2011

“Ci sono piú cose in cielo e in terra di quante ne contenga la nostra filosofia”, proprio come ci sono piú cose nei cieli e sulla terra della nostra filosofia di quante ne contenga l’universo intero. Questo perché l’insieme delle cose e l’insieme delle parole sono due infiniti che si intersecano ma non si sovrappongono in modo univoco. La loro intersezione, dunque, l’insieme di ciò che di volta in volta risulta ai due comune, non può mai essere presentata come una stabile oggettività, capace di offrire le basi per un sapere… Leggi tutto

Per non dimenticar

ottobre 18, 2010

L’amnesia è sempre in agguato e il peggio è che nell’oblio possono cadere cose e persone importanti.
Oggi mi sono accorto che stavo già dimenticando
Angelo Vassallo

Linux Day

ottobre 7, 2010

In attesa del 23 ottobre, mi ripasso un po’ di comandi… Per fortuna a Torino c’è chi dedica tante energie all’evento!

Io sto con Emergency

aprile 14, 2010

Mentre il governo tentenna vergognosamente, io non ho dubbi, io sto con Emergency!

Il governo contro lo Stato.

gennaio 16, 2010

Leggo un interessante commento di Luigi de Magistris sul fatto che questo governo ostacola il lavoro dei giovani.
Concordo solo in parte. Certamente è vero che questo governo si riempie la bocca di parole come “meritocrazia”, ma poi basta vedere di che personaggi è composto per vedere che l’unico “merito” che conta è essere fedeli al padrone…
Però, come ho scritto un un commento sul sito di cui sopra, non penso che l’attacco sia diretto ai giovani, penso piuttosto che l’obiettivo sia lo Stato. Non si assumono i vincitori di concorso perché non si vuole che lo Stato funzioni.
Ebbene sì, sono uno dei vincitori di un concorso, bandito anni fa per il Ministero della Pubblica Istruzione, terminato da più di un anno, con assunzioni autorizzate in luglio e bloccate da un decreto “anticrisi” (per fermare la crisi, si sa, bisogna aumentare i disoccupati!) di agosto.
Ora il MIUR (è sparito l’attributo “Pubblica”, ma si sono aggiunti Università e Ricerca) non riceve l’autorizzazione finale per completare l’assunzione.
Considerando che il ministro Gelmini stesso ha spesso dichiarato che l’istruzione non deve necessariamente essere gestita dallo Stato, che le Università da pubbliche devono diventare fondazioni private… non stupisce che non vogliano assumere dipendenti, che lavorerebbero per lo Stato!
La cosa paradossale è che grazie ad una delle tante leggi che hanno proprio come scopo lo smantellamento della cosa pubblica, il ministero può assumere solo una parte del personale che perde. Certamente, di questo passo l’amministrazione pubblica si estinguerà.
Diranno i sostenitori del governo che questi risparmi erano necessari! Ma come mai il deficit pubblico sta aumentando come non faceva più da anni? Forse che i miseri risparmi ottenuti smantellando lo stato sono più che annullati dai regali alle imprese, agli evasori e alle mafie (vedi “grandi opere”)?

Si veda anche il sito di un vincitore di un concorso parallelo al mio.

Notte verde a Torino

settembre 25, 2009

Logo Notte Verde TorinoBella l’idea, oltre alle notti bianche, di una notte verde. Musei aperti, iniziative, concerti… sembra una notte bianca, eppure c’è una bella differenza, il tema.
Non solo divertimento e stare assieme, ma biciclette e energia pulita.
E non solo! ma anche risparmio di energia! Perché, devo dire, alla fin fine la cosa che più mi colpisce nel programma è proprio questa, il risparmio.
Coraggiosamente il programma della notte verde prevede lo spegnimento delle “luci decorative”, compresa la Mole!
Quindi non sarà una notte bianca, anzi, una notte un po’ più notte, un po’ più naturale… chissà che non riusciremo anche a vedere le stelle?

Latte crudo alla spina in Cascina Giajone

febbraio 28, 2009

Sono molto felice di vedere che, dopo alcune traversie, sta per essere inaugurato il distributore di latte crudo alla Cascina Giajone.
Sull’onda del mio precedente post, anche qui ribadisco, altro che riciclo, riuso! Finché non si romperà, potrete riusare la stessa bottiglia, per lavarla (soprattutto se usate una bottiglia in vetro) basta un poco di acqua e aceto, poi bisogna sciacquarla per bene e siete a posto.
Per i dettagli sul latte, rimando al blog del vicepresidente della Circoscrizone 2.

L’inaugurazione è OGGI! alle 10.30 alla Cascina Giajone, in Via Guido Reni, 102. A Torino. Ci vedremo lí?

Ho anche aggiunto il punto sulla mappa dei dei distributori “alla spina”.

Marco Bodrato

Vilipendio

febbraio 25, 2009

Oggi sono andato a prendere quattro biglietti, per lo spettacolo della Guzzanti al Teatro Superga di Nichelino
il 15 marzo, non vedo l’ora!

Ovviamente sono andato in bicicletta fino al teatro, scoprendo piacevolmente che anche a Nichelino ci sono buone piste…


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